Alla scoperta dell’ APD Catania C 5
Una formazione del Catania C 5

Alla scoperta dell’ APD Catania C 5

Una nuova realtà
Siamo piccoli, ma cresceremo. L’ambizione è dipinta negli occhi dei ragazzi dell’APD Catania C 5, nel mister Carmelo Sgroi e in quelli di Silvio Vitale, patron della nuova realtà catanese di calcio a 5 attualmente al quarto posto del campionato di Serie C1: “È una società nuova nata dalle ceneri della vecchia Puntese, nella quale io e Angelo Licciardello, l’attuale presidente del nostro club, avevamo il compito di procacciare gli sponsor. Quest’anno, complice l’abbandono di tutta la vecchia dirigenza, abbiamo deciso di cimentarci per la prima volta in una veste diversa. Abbiamo creato tutto da zero: staff tecnico, giocatori e dirigenza. Oltre a divertirci, concetto che è alla base, abbiamo l’ambizione di raggiungere i play-off e giocarcela fino alla fine”.

Staff di livello
“Abbiamo uno staff di primo livello – ha proseguito il patron Silvio Vitale – così come il materiale umano: Marco Scalia, oltre a ricoprire il ruolo di direttore sportivo, è un po’ il nostro factotum; Marco Zuppardo, in passato alla Meta Catania e al Melilli in B, è il nostro preparatore atletico; mentre Alberto Incatasciato si occupa della preparazione dei nostri portieri, oltre a quelli della Meta Catania; abbiamo il supporto di Orazio Santocono, l’unico dello staff della vecchia società. Il nostro quartier generale è il Polivalente. Abbiamo avuto la fortuna di avere sponsor importanti che ci danno la possibilità di andare avanti”.

Perché consigliare il calcio a 5 a un ragazzino?
“Perché i più grossi campioni di calcio a 11 vengono proprio dal calcio a 5, come ad esempio Ronaldo e Messi. È uno sport che ti dà la possibilità di sviluppare la tecnica in uno spazio ristretto. Chi ha una buona tecnica in un campo piccolo fa la differenza in quello grande”.


Mister Carmelo Sgroi: “Nel calcio a 5 non conta l’età, ma…”
Al timone di questo manipolo di giovani arrembanti un mister di provata esperienza, Carmelo Sgroi, reduce dall’esperienza in Serie B alla guida del Catania Librino: “Vincere coi giovani non è facile, ma nello sport, in particolar modo nel calcio a 5, non conta l’età. Ciò che conta è la voglia, la preparazione, l’applicazione e il lavoro. Abbiamo scelto un gruppo giovane perché si tratta di un progetto nuovo e a lungo termine. Se invece vuoi provare a vincere subito opti per una squadra con 4 o 5 elementi di esperienza. Noi abbiamo scelto un’altra strada, anche a discapito dei risultati, perché coi giovani hai degli ampi margini di miglioramento con frutti che puoi raccogliere nel tempo”.

Divertirsi, con un occhio ai play-off
“La società non ci ha posto alcun obiettivo, ma soltanto di fare gruppo, di creare una squadra in grado di divertirsi nei prossimi anni. Sinceramente, sia io che i ragazzi, vogliamo raggiungere i play-off, consapevoli che non sarà facile. La C1 è un campionato difficile, ci sono squadre più attrezzate di noi, con elementi che provengono anche dall’estero. Noi siamo tutti catanesi, gli unici ‘non indigeni’ del gruppo sono di Lentini e Regalbuto, anche se ormai li abbiamo adottati a tutti gli effetti”.

Quarti della classe
“Il bilancio è positivo, soprattutto dal punto di vista delle prestazioni. Siamo lassù in questo momento, al quarto posto, grazie a tre vittorie e due pareggi in sei gare. Abbiamo perso solo una partita, dominata, tra l’altro, per via di un blackout negli ultimi minuti. Sabato è in programma lo scontro con la capolista, il Kamarina, proprio in casa nostra. A dicembre, al termine del girone di andata, vedremo in quale posizione ci troveremo e di conseguenza programmeremo il ritorno cercando di fare ancora meglio”.

Le difficoltà del mondo del calcio a 5
“Ci sono diverse problematiche comuni anche al calcio a 11, come le strutture, le sponsorizzazioni e i fondi economici a disposizione delle società. Le strutture sono poche, ci alleniamo due volte a settimana anziché tre, abbiamo il campo a disposizione per un’ora e mezza, non è facile. Tuttavia, nonostante le difficoltà, cerchiamo di fare il massimo sfruttando al meglio quel che abbiamo”.

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