Balata ha la memoria corta…o mente sapendo di mentire
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Mauro Balata (Foto: hellaslive.it)

Balata ha la memoria corta…o mente sapendo di mentire

Stamane, il presidente della Lega B Mauro Balata, interpellato da Radio Anch’io sulla querelle del format della Serie B 2018/19, ha affermato, tra le altre cose, che non è stata la sua lega a bloccare i ripescaggi, ma si è trattato di una decisione della Federazione, la quale, analizzando tutto il caos dei ricorsi e dovendo tutelare la partenza dei campionati, ha ritenuto di non procedere più con i ripescaggi.
Che Balata, a distanza di così poco tempo, dia questa interpretazione dei fatti, “scaricando il barile” su una gestione commissariale peraltro non più in carica, lascia quantomeno perplessi. Perché è difficile avere la memoria corta, anche a fronte dell’incontrovertibilità di tutti gli avvenimenti che hanno dato luogo a uno dei più grandi pasticci – forse il più grande – della storia del calcio italiano.

L’OSTRUZIONISMO DELLA LEGA B DECISIVO PER I MANCATI RIPESCAGGI
Proviamo allora a rinfrescarla, la memoria, al presidente. Il primo atto propedeutico al blocco dei ripescaggi lo mette in atto proprio la sua lega, che all’esito dell’assemblea del 10 luglio 2018 accoglie all’unanimità “la proposta del Brescia calcio di chiedere alla Federazione il blocco, fin dalla stagione attuale, dei ripescaggi, nel caso di mancata iscrizione al prossimo campionato di Serie BKT, fino a un massimo di 20 società”.
La rigida posizione viene mantenuta anche nelle successive assemblee del 30 luglio e del 3 agosto: dal tenore dei relativi comunicati, si evince chiaramente che la lega cadetta attende (rectius: pretende) di conoscere dalla Figc il “nominativo della ventesima squadra necessaria per completare gli organici del prossimo campionato”, non pervenendo il quale decide di rinviare la presentazione dei calendari.
In questa fase la Figc è ancora lontana dal sostenere la posizione delle “diciannove sorelle” e proprio lo stesso 3 agosto risponde con un comunicato che, oltre a ribadire l’impossibilità di mutamento del format (stante le norme allora in vigore), svela un particolare molto interessante, affermando di aver invitato nuovamente la Lega B a trasmettere le certificazioni di sua competenza, necessarie ad esaminare le domande per l’integrazione dell’organico a 22 squadre.
Balata oggi sostiene che non è stata la propria lega a bloccare i ripescaggi: da un punto di vista formale è vero, anche perché non aveva il potere per farlo, nonostante l’autonomia rivendicata nelle assemblee citate. Ma da un punto vista sostanziale non si può negare che l’ostruzionismo concreto posto in essere, anche per il tramite del diniego della trasmissione di documentazioni necessarie alla Figc, ha fatto sì che si gettassero le basi per i provvedimenti poi assunti dal commissario Fabbricini il famigerato 13 agosto.

LA REGOLARE PARTENZA DEL CAMPIONATO NON ERA IN PERICOLO
Ma c’è di più. Il principale argomento a sostegno della correttezza delle delibere che hanno modificato le Noif, dando il via libera alla B a 19, è quello del rischio della regolare partenza del campionato, generato dalla controversia sui criteri per i ripescaggi. Anche in questo caso, analizzando le vicende col senno del poi, ci si accorge della fragilità di tale considerazione.
Il giorno in cui la Lega B decide, in autonomia, di pubblicare i calendari prevedendo un organico a 19 squadre, è il 10 agosto. Si tratta della stessa data in cui il Collegio di Garanzia, investito dei ricorsi di Ternana, Pro Vercelli e Robur Siena contro la sentenza della Corte Federale d’Appello dell’1 agosto (che aveva confermato l’annullamento del punto D4 aprendo la porta della B a Novara e Catania), decide di sospendere l’esecutività della decisione impugnata e fissa per la decisione di merito l’udienza del 7 settembre. Un mese dopo, il presidente del Collegio Franco Frattini, in un’intervista, rivelerà di non aver potuto accorciare i termini per il mancato accordo tra Figc e Lega B. Ancora una volta, siamo in presenza di un ostacolo ai ripescaggi indotto dalla stessa parte interessata al mancato espletamento degli stessi.
Ad ogni modo, la pendenza della controversia tra le cinque ripescabili non avrebbe potuto rappresentare un problema per l’organizzazione e la partenza dei campionati, se ci fosse stata la volontà di rispettare le regole in vigore prima del 13 agosto. Prima della decisione definitiva del Collegio di Garanzia, infatti, si sarebbero disputate soltanto le prime due giornate della cadetteria. Sarebbe bastato compilare un campionato con le incognite X, Y e Z, facendo recuperare i due turni saltati alle tre squadre che sarebbero state prescelte il 7 settembre dall’organo del Coni.
Istigare la modifica delle Noif e compilare un calendario calibrato su 19 squadre ha fatto sì che si moltiplicassero a dismisura le azioni giudiziarie (con relativa dilatazione dei tempi di decisione) e che si compromettesse la possibilità di tornare indietro in modo “poco doloroso” nel caso in cui la giustizia avesse riconosciuto l’illegittimità dell’operato di Fabbricini.

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