Catanzaro-Catania 0-1 (Coppa Italia): le pagelle rossazzurre
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Un Andrea Esposito sempre più convincente

Catanzaro-Catania 0-1 (Coppa Italia): le pagelle rossazzurre

MARTINEZ voto 6: Nel primo tempo non subisce tiri in porta, ma non è per nulla impeccabile la gestione dell’uscita in occasione del gol annullato a Kanouté. Nella ripresa per poco non si fa sorprendere dalla punizione di Giannone al 78°, ma rimedia. Controlla le conclusioni innocue dello stesso Giannone (all’86°) e Di Livio nei secondi finali.

CALAPAI voto 6,5: Mezzo punto in più per il modo in cui, sugli sviluppi della punizione battuta da Sarno, tiene vivo il pallone che sarà poi scaraventato in rete da Biagianti. Per quanto riguarda la prestazione nel complesso, si concede meno sortite offensive del solito. Al 35° del primo tempo chiude su Favalli che stava accorrendo su un pericoloso traversone di Tascone.

SILVESTRI voto 6: Rimedia un giallo al 27° per un intervento grintoso su Maita, in occasione del quale, tuttavia, prende prima la palla che l’avversario. Sfiora il gol di testa su cross dalla bandierina al 55°. In fase difensiva non soffre gli attaccanti giallorossi avvicendatisi sul terreno di gioco nell’arco dell’intera gara.

ESPOSITO voto 7: Molto attento e puntuale nella prima frazione di gioco, durante la quale anticipa di testa Fischnaller al 19° su un cross proveniente dalla sinistra ed è protagonista di una gran chiusura in scivolata su Kanouté al 39°. Nella ripresa, in occasione del gol partita, è suo il primo tentativo di conclusione a seguito della respinta della difesa avversaria sul pallone rimesso in mezzo da Calapai: dalla relativa deviazione la palla arriva a Biagianti che finalizza. Ulteriore chiusura provvidenziale nel finale su Mangni.

PINTO voto 6,5: Il più attivo dei suoi nel primo tempo. Dai suoi piedi nascono le occasioni più importanti: al 16° offre una gran palla in profondità a Curiale, al 33° crossa sul primo palo per lo stesso numero 11, servito nuovamente al 42° a seguito di uno schema proposto su un calcio di punizione. Nella ripresa abbassa ritmi e raggio d’azione ma rimane sempre attento, anche in fase difensiva.

RIZZO voto 6,5: Punto di riferimento assoluto davanti alla difesa, pronto ad abbassarsi a supporto dei centrali e sempre reattivo con le intercettazioni e la gestione del primo possesso.

DALL’OGLIO voto 5: La prestazione, durata soltanto 45’ sicuramente a causa dell’ammonizione rimediata, era stata più che sufficiente. Ma non si può non sottolineare (con la matita blu) l’evidente deficit mentale di un giocatore che si è abbonato ai cartellini gialli per gli interventi fallosi inutili in cui incappa ogni santa partita (spesso nella trequarti avversaria, come oggi, ma come anche a Rieti), rischiando di compromettere la gara dei compagni di squadra.
Dal 46° BIAGIANTI voto 6,5: Entra dopo l’intervallo e per mezz’ora se ne sta buono buono in mediana a gestire l’ordinaria amministrazione. Poi al 76° ha la fortuna di vedersi recapitato sui piedi il pallone decisivo e con freddezza non sbaglia la conclusione da due passi. Il gol gli dà la spinta in più che lo trasforma nei minuti finali nel leone combattivo che siamo stati abituati ad ammirare in molte delle 270 volte che ha indossato questa maglia.

BIONDI voto 5,5: La fascia da lui presidiata è quella in cui il Catanzaro, in specie nel primo tempo, attacca di meno, sicché si trova a dover sbattere continuamente sul muro Favalli, che sembra predisposto apposta per limitare le sue sortite. L’unico blitz nell’area avversaria arriva al 21° con un colpo di testa che ha poca fortuna.
Dal 62° SARNO voto 6,5: Non ha ancora il ritmo partita, nelle azioni ordinarie incide poco o nulla, ma se il Catania passa il turno lo si deve in gran parte al suo mancino fatato con il quale batte la punizione dello 0-1. Dallo stesso piede parte un altro arcobaleno che i compagni non riescono a sfruttare al minuto numero 83.

MAZZARANI voto 5,5: Contrariamente a quelle che sono state le scelte “standard” di Lucarelli nell’ultimo mesetto, non gioca da esterno sinistro, bensì da trequartista. Prova a combinare con Curiale e con le ali ma senza tanto successo, dimostrandosi più utile al centrocampo quando si abbassa per ricevere il pallone. Al 23° impegna Di Gennaro con una punizione, un quarto d’ora dopo colpisce di testa senza inquadrare la porta sul cross da calcio piazzato offerto da Pinto.
Dall’82° LLAMA voto 5,5: Troppo frettoloso all’85° quando, dopo aver ben recuperato un pallone interessante nei pressi dell’area avversaria, va al tiro da posizione defilata invece di mettere in mezzo. Per il resto combatte insieme ai compagni per difendere il risultato nel finale.

DI MOLFETTA voto 5: Torna a giocare sulla fascia e, sarà un caso, è protagonista di una prova del tutto incolore, durante la quale non riesce a mettersi in mostra né a rendersi utile per i compagni.
Dall’80° MARCHESE voto 6: Nel quarto d’ora finale galleggia tra il centro della difesa e l’out di sinistra per infoltire il reparto arretrato.

CURIALE voto 5: Nel primo tempo, al 16°, è bravo a dettare il passaggio a Pinto con un buon movimento col quale si libera in area e va al tiro col sinistro da posizione defilata, trovando l’opposizione del portiere avversario. Colpisce invece male di testa al 42° su assist dello stesso Pinto. Cala drasticamente nella ripresa (sebbene faccia rimediare un’ammonizione a De Risio) ed al 58° gestisce male una potenziale azione pericolosa calciando male da fuori anziché servire Mazzarani che stava per inserirsi.
Dal 62° CATANIA voto 6: Schierato da “falso nueve” subisce la superiorità fisica di Martinelli ma, in compenso, si dimostra una spina nel fianco della difesa avversaria col suo pressing. Al 90° mette in difficoltà addirittura Di Gennaro in uscita. Il suo lavoro sporco aiuta non poco la squadra a gestire il finale di partita.

All. LUCARELLI voto 7: La vendetta è un piatto che va servito freddo e lui lo fa nel migliore dei modi. Un mese fa la “batosta” rimediata dalla squadra di Grassadonia e il successivo pari con la Casertana lo avevano indotto a mettere in soffitta la difesa a 3. Nella partita odierna la squadra ancora una volta ha concesso poco o nulla all’avversario in termini di occasioni e, cosa ancor più positiva, è riuscita a tenere costantemente alto il proprio baricentro, portandosi spesso e volentieri nella metà campo avversaria. Eccezion fatta per il passo falso di Pagani, il 4-2-3-1 si sta rivelando sempre più il “vestito” adatto all’organico raffazzonato che si è ritrovato a gestire. In poche settimane ha rigenerato e rilanciato elementi come Esposito, Pinto e Rizzo, che sembravano destinati ad essere epurati. Le premesse per un sensibile miglioramento il mister le ha messe, adesso spetterebbe alla società fare il resto, sempre che ciò sia nelle proprie possibilità…

CATANZARO voto 4,5: La bruttissima copia della squadra che un mese fa aveva asfaltato Bucolo e soci. Tanta confusione, poche idee, inutile girandola di cambi e tanto campo regalato al Catania, che ne ha approfittato ma che, con qualche elemento di maggiore qualità là davanti, avrebbe potuto sbloccare e chiudere la partita col largo anticipo.

Arbitro MIELE voto 6: Partita piena di episodi dubbi, nella maggior parte dei casi ben gestiti e che ad ogni modo non hanno inciso sul risultato finale. Il rigore invocato da Kanoutè in avvio di gara per una presunta trattenuta di Silvestri non c’è (semmai non è stata ravvisata la simulazione dell’attaccante). Appare corretto l’annullamento del gol dello stesso Kanouté per il contatto precedente tra Riggio e Dall’Oglio. Da rivedere l’angolo concesso al Catania al 55° su un tiro di Rizzo per una presunta deviazione giallorossa e la punizione assegnata a favore del Catanzaro nel finale per un intervento sul pallone di Mazzarani (la stessa sorte era toccata a Silvestri nel primo tempo, con tanto di cartellino giallo forse un po’ troppo frettoloso).

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