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Ghali: "Amo la Sicilia, qui arriva l’odore della Tunisia"

Sono appena scoccate le 21 di sabato 10 novembre: altissimo, Ghali si fa strada nel grande palco del Pal’Art Hotel, mandando in visibilio le migliaia di fan accorse da ogni contrada della Sicilia. Da chi i quarant’anni li ha salutati da un pezzo, al bimbo di dieci anni, almeno tre generazioni a saltare e cantare tra parterre e tribune del Palasport di Acireale. Prima di iniziare viene proiettato un videoclip che poi è il condensato della sua difficile gioventù; anche una voce fuori campo, è quella di Jimmy, con cui Ghali inizia a duettare. “Sto”, intercala il rapper, e la mano si trasforma nell’amico immaginario, con musetto, occhioni e orecchie. Jimmy gli ricorda quando vivevano con 3 euro e cinquanta al giorno, o quei divieti imposti all’entrata delle discoteche, solo a loro, perché di colore…

Ghali Amdouni, 25 anni, non ha dimenticato il percorso irto di ostacoli che l’ha portato fin qui, racconta la sua vita attraverso le canzoni, dalle primissime come Ninnananna e Happy Days, lungamente al primo posto su Spotify, ad Habibi, alle più attuali Cara Italia e Peace & Love, vere hit del momento. Inizia a cantare, la Sicilia gli piace tanto, perché qui gli arriva l’odore della Tunisia. Canta e racconta, gli aneddoti del passato, la sua vita, il quartiere, le origini, la mamma: e ogni pezzo il pubblico lo sente suo. Il rap sta diventando il genere più popolare, una sorta di nuovo cantautorato italiano; e Ghali ne è legittimo rappresentante, è proprio un poeta, il “poeta del rap”.

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