Il "Catania C" fa l’impresa a Foggia e manda segnali alla cadetteria
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Superlativa prova di Mattia Rossetti

Il "Catania C" fa l’impresa a Foggia e manda segnali alla cadetteria

Rispetto alla squadra che sarà chiamata, in attesa di ufficialità, ad affrontare il prossimo campionato di Serie B, l’undici titolare di stasera non può neanche essere definito come “Catania B”. Più corretto, forse, parlare di “Catania C”, considerando che solo tre potenziali titolari (Pisseri, Biagianti e Lodi) sono scesi in campo, mentre tra tutti gli altri, al momento, il solo Barisic sembra in grado di ritagliarsi un discreto spazio (ammesso che non venga ceduto). Per il resto, hanno avuto la chance di mettersi in mostra giocatori fuori dai piani (Marchese e Pozzebon), o destinati a fungere da comprimari (Blondett e Bucolo), oppure ancora giovani che partono indietro nelle gerarchie (Lovric e Rossetti) e persino un giovanissimo, classe ’99 come Noce.
La notizia è che il “Catania C” ha battuto (a domicilio) un’autorevole formazione della cadetteria, anch’essa condizionata da defezioni, ad ogni modo neanche lontanamente paragonabili rispetto a quelle che ha dovuto fronteggiare Sottil. Grassadonia ha infatti schierato molti dei potenziali titolari del 3-5-2 che sta costruendo in vista della prossima stagione (Bizzarri, Tonucci, Camporese, Zambelli, Deli e Kragl), tutti elementi già rodati per un campionato come quello cadetto. Il calcio d’agosto regala spesso brutti scherzi, gli automatismi non sono collaudati, la forma migliore è ancora lontana, e tutti questi fattori incidono sui risultati (come quello, clamoroso, di ieri, che è maturato al “Del Duca” di Ascoli, dove i padroni di casa sono stati sotterrati dalla Viterbese con uno 0-4).

Il film della partita
Ma al netto di tali considerazioni, non possono ignorarsi i meriti di Sottil e dei ragazzi scesi in campo, i quali hanno realizzato una piccola grande impresa, che ci consente di formulare alcune valutazioni di prospettiva.
In primo luogo occorre sottolineare l’intelligenza del tecnico, che ha messo da parte il 4-2-3-1 col quale sta lavorando dall’inizio del ritiro, per affrontare l’avversario “a specchio”, anche attraverso scelte “originali”, su tutte quella di schierare il baby Noce, difensore centrale, nel ruolo di esterno difensivo sinistro, ovvero nella fascia opposta rispetto al piede di calcio. La consegna affidata all’ex Berretti, vale a dire controllare l’esperto dirimpettaio Zambelli, è stata portata a compimento nel migliore dei modi ed ha contribuito, insieme ad altri dettagli (Rossetti in pressing sul primo portatore di palla, Bucolo a mordere le caviglie avversarie in mediana), a spegnere la pericolosità offensiva dei padroni di casa, letteralmente ingabbiati nella metà campo etnea dall’impeccabile schermo eretto da difesa e centrocampo rossazzurri.
Il resto l’hanno fatto l’esperienza di Lodi e Biagianti, sempre pronti a gestire il possesso palla, e la rapidità e l’abilità nelle ripartenze di Barisic e Rossetti. Magnifica l’intesa tra i due in occasione del gol che ha sbloccato la partita già al 13° del primo tempo. Da lì in avanti, il Catania ha pensato solo a difendersi e controllare il match, senza patire chissà quali patemi d’animo. Anche perché un certo Matteo Pisseri si è confermato una certezza, respingendo ogni tentativo rossonero e brillando sempre in uscita.
Il canovaccio non è cambiato nella ripresa, durante la quale gli etnei hanno trovato il raddoppio al 70°, grazie ad una punizione dal limite guadagnata da un combattivo Pozzebon e trasformata con maestria e furbizia dal “solito” Ciccio Lodi. La reazione rabbiosa dei padroni di casa, materializzatasi con il gol dell’1-2 del nuovo arrivo Gori tre minuti dopo, non ha lasciato il segno nel morale di Biagianti e compagni, rinfrancati dagli innesti provenienti dalla panchina (Fornito e Caccetta, subentrati a Noce e Pozzebon), che hanno contribuito con la loro esperienza a gestire un finale potenzialmente pericoloso, reso del tutto sereno da un’azione pazzesca di un insospettabile Bucolo al minuto numero 80. Il mediano, incuneatosi nell’area di rigore, ha servito a Rossetti un pallone da spingere comodamente in rete. Il prodotto del settore giovanile ha così suggellato con una doppietta (la prima con la prima squadra) una gara in cui è stato sempre sul pezzo.

Chi potrà tornare utile in B?
Proprio i complimenti meritati da Rossetti ci forniscono l’assist per sbilanciarci in alcuni giudizi, ovviamente sommari, su chi, sulla base della prestazione di stasera, potrebbe meritare una conferma. Detto di Pisseri, il terzetto difensivo ha mostrato buona solidità: Blondett ha sofferto un po’ le incursioni sul suo lato, ma ha retto; Lovric se l’è cavata anche in fase di impostazione; Marchese è apparso sempre attento e puntuale. A centrocampo, chi ha fatto persino meglio degli “intoccabili” Lodi e Biagianti è stato Saro Bucolo. Con quest’intensità, con queste motivazioni, un posto nell’organico non potrà toglierglielo nessuno. Noce è stata una graditissima sorpresa: difficilmente potrà trovare posto in squadra, ma in prospettiva futura è un ragazzo da seguire con grande attenzione. Barisic si è visto ad intermittenza, ma quando ha avuto lo spazio per sprintare ha dimostrato che anche in B può far venire il mal di testa agli avversari. Chi più, chi meno, dunque, tutti hanno dimostrato di poter contribuire alla causa, pur nella consapevolezza che i tanti elementi assenti, insieme agli ulteriori rinforzi che inevitabilmente arriveranno, renderanno a dir poco serrata la lotta per una maglia da titolare.
Un discorso a parte merita Demiro Pozzebon. L’odierno numero 11 ha disputato una prova volitiva ed ha anche lasciato il segno, dicevamo, conquistando la punizione poi trasformata da Lodi. Tuttavia, ha confermato una predisposizione eccessiva alle giocate individuali (dribbling e tiri dalla distanza, ripetutamente provati) ed una scarsa dimestichezza col gioco di squadra. Caratteristiche, queste, che appaiono incompatibili con la probante stagione che attende il Catania e con le stesse idee tattiche di Sottil.

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