Lo Monaco "Dietro a tutto ciò una mente arguta, andremo avanti fino alla morte"
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Pietro Lo Monaco

Lo Monaco "Dietro a tutto ciò una mente arguta, andremo avanti fino alla morte"

Doveva essere la conferenza stampa dei “dirigenti delle società interessate alla riammissione in Serie B”, come annunciato ieri sera dal Catania attraverso il proprio sito ufficiale, ma i rappresentati degli altri club non si sono presentati, sicché è stato l’ad del Catania Pietro Lo Monaco a farla da padrone, affiancato da capitan Biagianti e dal dott. Luca Miranda, componente dell’ufficio legale dell’A.I.C., intervenuto in rappresentanza della stessa.
“Questa era una conferenza dovuta da parte società interessate ad un eventuale ripescaggio – esordisce Lo Monaco – per far sentire nostra voce alla luce di quello che si paventa: una richiesta da parte delle società di B di fare, presumo unico caso nella storia, un campionato a 19 squadre, senza provvedere ai ripescaggi, in barba alla normativa ed alle regole. Tale atteggiamento è basato sul niente ma tocca il diritto, il diritto e sottolineo il diritto. Contrariamente a quello che viene sostenuto (cioè che i ripescaggi sono “un’opportunità”), si tratta di un diritto susseguente a regola che esiste e che nessuno può permettersi di disattendere”.

Le tappe della vicenda
“Si è dibattuto tante volte sul format del campionato: può cambiarlo solo il consiglio federale con un anno di preavviso. Si sta perpetrando un autentico golpe, su quali motivazioni non lo so, posso intuirle, però di fatto lede il diritto di squadre che hanno il diritto ad essere ripescate. Giorno 3 agosto il commissario Figc Fabbricini con un comunicato ufficiale ha sostenuto con forza che la B sarà a 22 squadre, quindi a noi viene difficile immaginare che ci possa essere un dietrofront.
Circa un mesetto fa, quando è nata esigenza di coprire i vuoti (determinati dal fallimento di Bari e Cesena e dalla mancata ammissione dell’Avellino, ndr) si è fatto ricorso alla normativa: la Figc, con solerzia, ha obbligato le società interessate a iscriversi al campionato di Serie B; le società, oltre alla presentazione della documentazione idonea, hanno versato qualcosa come 1 milione e 900 mila euro (1 milione e 200 mila di fideiussioni più 700 cash, a fondo perduto). Esborsi notevolissimi se considerate che contestualmente queste società, al momento dell’iscrizione in B, figuravano nell’organico di Lega Pro e hanno dovuto ottemperare ai relativi obblighi. Noi come Catania siamo esposti per 3 milioni e mezzo per tutte e due le leghe, non sono noccioline.
Siamo in Italia, il paese di tutto e il contrario di tutto, quando mi è stato riferito di un colloquio tra due dirigenti di cui uno diceva ‘Guarda che l’unico rischio che corri se continui così è che la B sarà a 24 squadre’ e l’altro che ha risposto ‘Io ti posso assicurare che se l’Avellino non viene dentro la B rimane a 19 squadre’ mi sono messo a ridere. Oggi non so se inorridire”.

Le possibili reazioni ed il ruolo delle altre squadre interessate
"Qualora dovesse passare ciò che si paventa tutte le società si tuteleranno. Noi riterremmo perseguibili in solido Figc e Fabbricini. Faremo tutto quello che c’è fare, tutti i giudizi di questo mondo, questo è un bypassare le regole. Mi sorprende, ma fino a un certo punto. Una normativa proibiva a società di A di possedere quote di altre società professionistiche e poi abbiamo consentito che succedesse, quindi non mi sorprenderebbe che succeda anche questo.
Attendo di scoprire se questo comunicato della Figc che dà corpo alle ambizioni di squadre in odor di ripescaggio diventi fattivo o meno, ho ancora la speranza che il buon senso prevalga, che si rispettino regole. Esorto chi di dovere in tal senso. Il commissario sarebbe delegittimato a fare un comunicato che disattende in modo pacchiano quello precedente.
Abbiamo subito troppe cose non in linea con le regole, quindi non ci stiamo. Al momento sta parlando solo il Catania, qualora dovesse materializzarsi il discorso delle 19 squadre penso che le altre società si attiverebbero con azioni pesanti, in linea con quella che è la nostra linea. Le altre squadre faranno la stessa cosa, noi andremo avanti, è troppo enorme quel che sta capitando. Non mi sento lasciato solo, faccio calcio da 50 anni, a 15 ho esordito in C e le ho viste tutte, sono un uomo libero che ama il calcio e non ha paura di prendere posizione.
Noi ci teniamo a dirlo con grande forza, presumiamo che l’atteggiamento nostro sarà condiviso, si tratta di un sopruso che lede gli interessi di tanti: i calciatori e piazze importanti che fanno numeri importanti, nessuno può permettersi di bypassare, altrimenti vivremmo nell’anarchia”.

Il motivo della conferenza e possibili conseguenze economiche
“La conferenza è stata indetta solo ora perché solo ora è venuta fuori questa possibilità, totalmente contro le regole. Se non è uscito nessun comunicato perché questa conferenza? Prevenire è meglio che curare, diciamo esattamente qual è la posizione nostra ed in un secondo momento presumo lo faranno anche altri club, nessuno lascerà niente di intentato per perseguire il massimo, sarebbe un problema per la Figc ed un problema personale del commissario, che dovrebbero rispondere di danni che vanno dal di là di ogni immaginazione, non ci piove che faremmo tutto ciò che c’è da fare.
C’è qualcosa sotto di difficile spiegazione, specchio dell’organizzazione del nostro calcio che è veramente precaria. Se devo entrare nel merito delle possibili spiegazioni dico che ciò viene fatto per dividersi 300 o 400 mila euro, toccando gli interessi di altre componenti. Le società di B mentono quando dicono che non toccano gli interessi di nessuno: bloccano tutti i campionati, in Lega Pro che gironi avranno, con o senza squadre che dovevano essere ripescate? Non oso immaginare cosa potrà succedere. Se dovesse passare una cosa così iniqua andremo avanti fino alla morte.
Posso soltanto dire che avremmo un danno economico mostruoso per una società che negli ultimi tempi è venuta fuori a fatica da una situazione difficile. Abbiamo fatto una campagna acquisti facendo determinati contratti alla luce di tutto quello che è successo. C’è una classifica dei ripescaggi che va calcolata in base a dei valori, il Catania era primo insieme al Novara, la stagione è alle porte, non si poteva pensare di non fare partire la stagione. Catania è una piazza, con tutto il rispetto di altre piazze, che non merita neanche di stare in B ma in A”.

Le critiche alle multiproprietà ed al sistema italiano
“Questo movimento presuppone una menta argutissima (in senso negativo, non positivo). Mi viene difficile immaginare che la Serie B nel complesso dei suoi presidenti abbia architettato tutto questo. Se si vive sprezzanti delle regole ed al di sopra delle stesse non si fa fatica ad architettare queste cose. È pazzesco pensare che una società di A abbia la proprietà di un’altra squadra professionistica e il sistema l’abbia accettato impunemente: una bruttura che porta a casi tipo quello del Bari, del suo presunto diritto di andare in Serie C (solo Dio lo sa dov’è sto diritto). Le regole saranno brutte, sbagliate, ma vanno rispettate. Il format non è che uno si alza la mattina e dice ‘cambiamo il campionato’.
Il problema sostenibilità esiste in Lega Pro perché 60 squadre potrebbero essere troppe. Esiste in B, direi esiste anche in A, la vicenda del Chievo docet, società che stanno da tanti anni ad alti livelli prestano il fianco a determinate situazioni. Il problema sta nell’incapacità del nostro sistema di gestire la montagna di soldi che arriva. C’è una differenza con la Germania, dove tutti i club hanno stadi nuovi, perché c’è una forbice: il 50% di ciò che entra va nelle tasche di calciatori “ed annessi”, il restante 50 alle società. Da noi l’85% va nelle tasche di calciatori e annessi, che portano i soldi fuori dal sistema, che a sua volta accumula debiti. La Serie A prende tantissimi soldi di diritti tv e non c’è uno stadio, a parte quello della Juve e pochi altri, all’altezza della situazione. Perché? Perché da sempre in Serie A si sperpera e nessuno investe”.

La telefonata con Cellino, l’accusa al manovratore (Lotito?)
“A chi della Serie A è protagonista di questa idea geniale io propongo: perché non molli un po' del tuo portafoglio alla B e alla C, permettendo loro di vivere? Sono categorie ridotte alla fame, prese per la gola. Va fatto un format nuovo che investe tutti, nei tempi e nei modi stabiliti dalla legge, non alzandosi la mattina. Non penso che l’idea delle 19 squadre sia partorita dalla B, la mente è una e se ne frega delle conseguenze, che sarebbero disastrose. L’idea è ‘facciamo i calendari e partiamo subito’. E poi che succede? Inorridisco, non si può accettare supinamente tutto questo. Tre giorni fa sono stato fino alle 2 a telefono con Cellino, che mi diceva ‘Non ho niente contro il Catania, ci battiamo solamente per…’ non so che cosa. Se voi guardate, al di là di conseguenze pazzesche, qual è il beneficio? Di dividere 300 o 400 mila euro? I 120 calciatori che rimarrebbero a piedi? I tecnici, gli addetti ai lavori? Quanti posti di lavoro in meno? Mi viene la pelle d’oca solo a pensarci”.
‘Ce l’ha con Lotito?’ – incalza un giornalista in sala. “Lo sta dicendo lei – replica l’ad etneo – lascio adito all’immaginazione. Vi sembra normale avere più proprietà? Una norma vietava assolutamente di detenere quote di altre società, è stata bypassata nel silenzio generale. Tutti a correre a prendere il Bari, il Bari dev’essere ammesso in Lega Pro, perché Bari si e Cesena e Avellino no? Un manicomio, generato spacciando fumo, ma se il fumo si materializza vuole dire che siamo nel paese dei balocchi, lasciamo perdere”.

La speranza finale
Lo Monaco chiude con un auspicio: “Noi ci aspettavamo che Figc passasse a chi di dovere le classifiche per i ripescaggi, è venuta fuori questa novità e ognuno tutela i propri interessi. Gli interessi che sto perorando non sono solo del Catania, ma anche di Novara, Siena, penso di parlare anche per il buon nome del calcio. Mi aspetto che stasera Fabbricini faccia i ripescaggi e continui a far rispettare le regole, ne sia garante, ruolo per cui in questo momento lui è lì”.
Incidentalmente, è intervenuto il dott. Miranda sulle conseguenze economiche che incontrerebbero i calciatori in caso di blocco dei ripescaggi: “Oltre alle conseguenze drammatiche per le società di cui ha parlato il direttore Lo Monaco, c’è un problema di natura retributiva per i giocatori, perché hanno un contratto con un certo valore per la serie B ed un altro con un diverso valore per la serie C. Come A.I.C. ci schieriamo contro questa ipotesi”.

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