Vinto o vincitore? La storia di Bastiano, il Caronte di Aci Trezza
Bastiano...

Vinto o vincitore? La storia di Bastiano, il Caronte di Aci Trezza

È un mattino di fine inverno e i pallidi raggi solari sferzano timidamente l’aria marina. L’incontro è sul molo di Aci Trezza, dove Verga immaginava storie di umili uomini vinti dalla modernità. Eccolo, Bastiano mi attende: è sulla sessantina, apparterrà alla quarta generazione di quella “buona e brava gente di mare” raccontata nel romanzo I Malavoglia. È tarchiato con occhi azzurri e una lunga chioma dorata un po’ sfiorita. Nonostante la fredda stagione, il suo petto è nudo e vigoroso con abbronzatura color cuoio. Non appena mi vede, questo gentile Caronte mi sorride in lontananza invitandomi a salire sulla sua barca.

Bastiano con la sua barca...  



Bastiano, mi aspettavo di trovare più pescatori.
Oggi Trezza è molto diversa rispetto a quello che la gente ricorda o immagina. Sono rimasti pochi pescatori e anche pochi pesci. Le tecniche intensive di raccolta non permettono più al mare di autoregolarsi e la conseguenza è che il pesce dei nostri mercati proviene sempre più da altri mari. Il nostro, purtroppo, è quasi spopolato.
Tu non sei pescatore ma traghetti in estate le persone da questo molo all’isoletta di Lachea. Di cosa ti occupi in questo periodo?
Quando nasci qui sei già pescatore, come mio nonno e mio padre. Io invece da ragazzo giravo il mondo sulle navi. Da tanti anni ormai lavoro solo in estate, traghettando le persone fino all’isola e con quello che guadagno ci vivo tutto l’anno. In questo periodo la mattina presto vado a puppi (polpi n.d.r)e a mezzogiorno faccio sempre il bagno a mare. Poi torno a casa, dove vivo con mia sorella e mio papà. Come si dice qui “in estate lavora, in inverno arriposa”.
Lo sai che su internet alcuni video riguardano te e i tuoi spettacolari tuffi dai faraglioni?
Sì, mia nipote mi ha informato. Mi fa molto piacere ma non li ho guardati. Non ho internet e ho troppe cose da fare il giorno: la manutenzione della barca, la pesca, i lavori di casa. I tuffi li faccio perché mi piace farli, la gente apprezza e sono davvero contento. Da quando lavoro solo tutto va per il meglio...
Da solo? Eppure, stando al romanzo di Verga e al film “La Terra Trema” di Visconti, da queste parti l’abbandono del gruppo porta solo sventure.
Eh Visconti…(si perde in un pensiero) qualcuno di quel film ancora vive…
Prima lavoravo in una cooperativa, poi a causa di divergenze ho preferito continuare da solo. Sono un tipo pacifico e quello che m’interessa è solo lavorare. Oggi ho una clientela numerosa che ogni anno aumenta dimostrandomi affetto, e di questo gioisco molto.
In inverno il tempo è incerto, come organizzi le tue attività?
U Signuruzzu raccomandava ai suoi di comprendere i segni del cielo e della terra. Cerco di farlo pure io: qui le mareggiate sono rare, però è importante conoscere ogni piccolo segnale quando si è in mare. Mi aiutano anche i proverbi dei vecchi pescatori, ad esempio “A tramuntana u pisci s’intana, co ponenti u pisci è nenti”.

Bastiano fra gli scogli...  



Mentre parliamo Bastiano pulisce a fatica una murena, pescata al mattino. La mangerà a pranzo con la famiglia. Gli scarti li getta agli avidi gabbiani che lo attorniano intuendo il loro giorno fortunato. Prima di andare, però, vorrei chiedergli chi sia Concetta, nome che leggo sul legno della sua barca. Sembra intuirlo e sospira dolcemente. Preferisco allora rimanere all’ombra di quel mistero.
Vado. Supero con la macchina il cartello “Catania” che segnala il confine con quel mondo, abitato dai poveri perdenti verghiani. Una fila chilometrica di macchine strombazza in circonvallazione, tra le ansie e le nevrosi urbane. Ripenso allora a quel sorriso sereno di Bastiano e non so più con certezza chi tra me e lui sia il vinto e il vincitore.

La barca di Bastiano...  

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