(SiciliaToday)

In Sicilia emozioni in musica di Fiorella Mannoia

Prima tappa siciliana mercoledì al Cineteatro Golden di Palermo per Fiorella Mannoia e per il suo Acoustic tour 2010, che sta attraversando l’Italia, concerto dopo concerto, teatro dopo teatro, tutto esaurito dopo tutto esaurito, fin dal suo esordio parmigiano di marzo, al Teatro Regio.

Solo i fans dell’ultimissima ora potrebbero stupirsi dell’interminabile serie di sold out che l’artista registra in ogni sua tournée, sia quando interpreta i suoi “classici” di sempre, sia quando, come quest’anno, sceglie di dare nuova linfa alla performance dal vivo, con un concerto per la prima volta in versione acustica e con una scaletta di pezzi d’autore per lei “nuovi”, raccolti nel disco “Ho imparato a sognare”.

Puntuale sul palco, con un abitino nero discretamente sexy, accompagnata dalla sua band - Lele Melotti (batteria, Nicola Costa (chitarre), Carlo Di Francesco (percussioni), Paolo Costa (basso) e Fabio Valdemarin (pianoforte, chitarra e fisarmonica) – e da un quartetto d’archi composto da due violini (Fabrizio De Melis e Mario Gentili), una viola (Lorenzo Sbaraglia) e un violoncello (Giuseppe Tortora), la Mannoia si presenta con “Le tue parole fanno male” di Cesare Cremonini e, dopo i saluti di rito e il ricordo del papà palermitano, l’atmosfera “entra in temperatura” con “Cercami” di Renato Zero e “Ho imparato a sognare” dei Negrita, già colonna sonora di “Tre uomini e una gamba”, fortunatissimo esordio cinematografico di Aldo, Giovanni e Giacomo. E, in tema di sogni, purtroppo infranti, il brano dà lo spunto all’artista per parlare della Giornata nazionale contro la pedofilia, celebrata proprio il 5 maggio. Con la solitudine di “Lunaspina”, sentitissimo omaggio al compagno di viaggio per eccellenza, Ivano Fossati, e la voglia di riscatto della “Sally” di Vasco Rossi, le emozioni in platea sono alle stelle, così come sul palco. Sì, perché la Mannoia è un’artista che sul palco si emoziona davvero, che dà tutto e che “sente” la carica di energia delle canzoni che interpreta prima di trasmetterla al pubblico. Prima della pausa, segnata da “Sorvolando Eilat”, c’è spazio per i brividi dell’ormai storica de “I dubbi dell’amore” di Ruggeri, per la bellissima interpretazione di “Una giornata uggiosa” dei mostri sacri Battisti e Mogol, e per l’accorata incursione “sociale” con il Manu Chao di “Clandestino”, contro lo strapotere dell’economia in formato G8 e contro il razzismo.

Alla ripresa è cambiata la mise dell’artista ma non la perfetta armonia nell’alternanza tra pezzi nuovi e classici: così, a “Estate” dei Negramaro fa seguito “Come si cambia”; e a Tiziano Ferro e Noemi, rispettivamente con “La paura non esiste”e “L’amore si odia”, che ha imperversato nelle radio negli ultimi mesi, segue il Generale Francesco De Gregori con “Sempre e per sempre”.

Dopo la parentesi “politica” di “Apri la bocca (e fai fuoco)”, che dà modo all’artista di esprimere, come sempre più spesso nei concerti e nei suoi interventi pubblici, la preoccupazione per questa Italia ogni giorno più brutta, e di esortare i tantissimi, milioni di italiani onesti e per bene a non rassegnarsi - “meglio un sogno che la rassegnazione” sono le sue parole - è il momento di tre inossidabili cavalli di battaglia. “Oh che sarà”, “I treni a vapore” e “Pescatore”, struggente brano cantato in coppia con il compianto Pierangelo Bertoli, concludono il bel concerto acustico della Mannoia, prima dei consueti, attesissimi bis. Nuovo cambio d’abito, cappello e via, dunque, alle emozioni di “Via con me” di Paolo Conte e al crescendo finale scandito da “Quello che le donne non dicono”, cantata a squarciagola dalla componente femminile della platea, e “Il cielo d’Irlanda”, con Fiorella a correre, ballare e saltare tra il pubblico in visibilio.

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