Sanita’ Sicilia, ripartiti alle aziende i quasi 8 miliardi del fondo sanitario

PALERMO - L’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, ha determinato con decreto il riparto del fondo sanitario 2008, che ammonta a 7 miliardi e 744 milioni di euro, al sistema sanitario regionale.

Si tratta di un atto, consequenziale al riparto del fondo sanitario nazionale da parte del Ministero competente, con il quale viene stabilita la precisa entità delle risorse finanziarie da destinare alle aziende.

I direttori generali di ogni singola azienda avevano già ricevuto nel gennaio del 2008 una comunicazione con cui venivano invitati a predisporre i propri bilanci tenendo conto della spesa sostenuta nel 2007 (e rilevata nel conto economico al 31 dicembre), decurtata del 10%.

Nel decreto l’assessore fissa i criteri attraverso cui si è arrivati, nel dettaglio, alla assegnazione alle singole aziende. La novità principale è costituita dal modo in cui verrà conteggiato il saldo della mobilità: da quest’anno le somme che costituiscono il saldo tra mobilità attiva e passiva, sia intra che extraregionale (la mobilità extraregionale ha fatto registrare un saldo negativo di circa 210 milioni di euro), verranno contabilizzate alle singole Aziende Usl sulla base degli effettivi spostamenti certificati attraverso i flussi ministeriali.

“Abbiamo scelto questo metodo – specifica l’assessore Russo – con l’obiettivo di premiare le aziende più virtuose e nella speranza di migliorare anche in futuro la capacità di attrazione delle strutture, potenziando l’offerta sanitaria di ciascuna provincia e contenendo il fenomeno della mobilità che attualmente pesa tantissimo sul deficit. I conti definitivi del 2008 saranno ultimati nelle prossime settimane, dopo che le singole aziende produrranno i conti economici aggiornati al 31 dicembre 2008, ma dalle prime proiezioni elaborate dagli uffici è lecito prevedere un sostanziale miglioramento dei conti, grazie all’adozione da parte dell’assessorato di provvedimenti volti al contenimento della spesa, in linea con le rigorose misure inserite nel Piano di rientro e alle conseguenti azioni poste in essere dai direttori generali. Quando i risultati saranno certi e definitivi potremo meglio valutare nel dettaglio l’operato dei singoli manager e trarre opportune indicazioni per il futuro”.

Le aziende territoriali riceveranno una somma relativa alla quota pro capite (sulla base, dunque, della popolazione residente nelle province di competenza), compresi i contributi vincolati e le funzioni per le attività non tariffabili, al netto del saldo della mobilità per le prestazioni intra ed extraregionali.

Le aziende ospedaliere, i tre policlinici e l’IRCCS pubblico (istituto ricovero e cura a carattere scientifico) riceveranno una somma per prestazioni e attività non tariffabili, per attività vincolate nonché per le prestazioni erogate e rendicontate attraverso i flussi ministeriali (come i ricoveri e le prestazioni ambulatoriali).

Per le strutture gestite direttamente dall’assessorato, le somme sono erogate sulla base delle prestazioni rendicontate attraverso i flussi ministeriali e comunque entro i limiti del budget assegnato.

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